Editoriali dal buio

Con una rosa tra le labbra

di Alessandro Ambrosini

 

Iniziamo da dove siamo partiti anni fa. Iniziamo dalla strada che è stata fatta per arrivare a tornare a scrivere su queste pagine le parole che si nascondono nel buio.

Notte Criminale è e rimane quella che avete imparato a conoscere e che i lettori più attenti hanno amato per coerenza e coraggio. Da più di un anno ormai la versione modello magazine è stata archiviata. Non da noi ma da un virus che si è nutrito degli oltre 20.000 articoli pubblicati in questi anni. Un patrimonio. Un lavoro costato anima e sangue ad ogni redattore che ha lavorato sul sito. Un “colpo gobbo” che ha minato in modo profondo la volontà di ognuno di noi nel proseguire questa avventura insieme a voi. E l’ha minata soprattutto nel sottoscritto che, tra salute e querele di varia natura aveva deciso di abbandonare ciò che non è un lavoro ma una missione. Perché la verità è questa. Quando tratti certi argomenti, come li abbiamo sempre trattati noi, non è mai solo lo scrivere nero su bianco in uno schermo. È un sacrificio che ti consuma, che ti inaridisce, che ti sfregia nel profondo rispetto a ciò che vedi, che senti, che leggi. Una pressione continua che non ti fa trovare la fine della via. Non hai un punto d’arrivo, una meta. La cronaca nera e le inchieste che ne derivano sono flussi continui, sono una lunga autostrada che non conosce fine, come il male. Come il crimine organizzato che si trasforma, che rinasce, che cambia nomi, volti, modalità e appoggi politico-istituzionali.

Ed è tutto intorno a noi, ovunque.

Per questo siamo tornati, perché c’è molto da raccontare, c’è molto da scoprire, da evidenziare, da suggerire. Riprendiamo con un real-noir pubblicato ieri: Camminando sulla cenere. Un mix tra romanzo e realtà, che riporta Notte Criminale alle sue origini. Quando la nostra necessità era spiegare il crimine tramite la fiction e la mediaticità che lo avvolge in una sorta di abbraccio mortale. Un punto di partenza che ci è servito per rialzarci, per ritrovarci nel nostro habitat naturale: la Verità e la Giustizia. Due parole che impongono precisione, dedizione e passione. Ingredienti che, per chi scrive su questo sito, sono e devono essere la via maestra. Ogni parola pubblicata è la storia di qualcuno e ce la portiamo addosso, che sia lo strazio di una madre sul corpo martoriato di un figlio, lo sguardo vuoto di un assassino, il sorriso beffardo di chi pensa di averla fatta franca. Questo è il fardello per chi scrive su queste pagine virtuali. E non ci fa paura.

Come rispondo sempre a chi mi chiede: perché lo fai? Io rispondo che qualcuno lo deve pur fare. E siamo tornati, per continuare a rispondere così. Con una rosa tra le labbra e il coraggio dei tempi migliori.

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