mafia Palermo

Palermo/ Dentro l’uovo del boss venuto dal Brasile, solo le manette dei carabinieri. Arrestato uno dei boss della nuova Cupola

Giuseppe Calvaruso, il reggente del mandamento Pagliarelli di Palermo, e’ stato fermato in aeroporto, appena sceso dall’aereo. Era in attesa di ritirare la valigia al nastro bagagli. Da qualche tempo dimorante in Brasile, era rientrato momentaneamente in Italia con l’intenzione di tornare a breve in sud America. Da qui l’urgenza di fare scattare il fermo disposto dalla Dda di Palermo e che ha interessato altre quattro persone per reati di mafia. 

Calvaruso, da qualche tempo dimorante in Brasile, era rientrato momentaneamente in Italia con l’intenzione di tornare a breve in sud America. Nelle indagini sono emersi diversi episodi riguardanti il sistematico ricorso di commercianti e imprenditori per ottenere autorizzazioni all’apertura di attivita’ commerciali (una sorta di “amministrazione mafiosa” o risoluzioni di controversie (la “giurisdizione mafiosa”). 

GIURISDIZIONE MAFIOSA

La famiglia mafiosa di Pagliarelli era infatti investita, fra le altre cose, del compito di individuare e punire gli autori di piu’ rapine ai danno di un esercizio commerciale; di trovare e restituire ai legittimi proprietari un’autovettura rubata; di autorizzare l’apertura di nuovi esercizi pubblici. In particolare il titolare di una rivendita di detersivi, a seguito di due rapine consumate nell’arco di cinque giorni, si era rivolto, entrambe le volte, agli uomini di Cosa nostra per identificare i responsabili delle rapine e per riappropriarsi delle somme di denaro sottrattegli. L’imprenditore ha interessato della questione Giovanni Caruso (consegnandogli anche le riprese video della rapina), ritenendolo il referente sul territorio per conto di Cosa nostra. Sono stati cosi’ rintracciati i rapinatori che sono stati sequestrati all’interno di un garage dove sono stati trattenuti sino all’arrivo dell’ideatore delle rapine, poi pestato a sangue alla presenza di Giuseppe Calvaruso. Peraltro Caruso si e’ occupato, a seguito di richiesta di un commerciante locale di rintracciare in 24 ore un’auto rubata.

BOSS IMPRENDITORE

C’erano poi gli affari economici di Calvaruso che vestiva il ruolo di imprenditore occulto, strettamente connesso al suo ruolo di boss di Pagliarelli; proprio il mantenimento di relazioni qualificate con gli esponenti di altri mandamenti, nonche’ la partecipazione alle attivita’ illegali dell’associazione criminale gli consentiva infatti, nel corso degli anni, di acquisire una vasta rete di conoscenze spendibili nei piu’ disparati settori economici, nonche’ di accumulare ingenti capitali di provenienza illecita, da reinvestire, poi, in societa’ operanti nel settore edile e della ristorazione. Per difendere i suoi interessi, aveva realizzato una rete di fedeli prestanome.

LE ESTORSIONI DEI BOSS MAFIOSI AL PASSO CON I TEMPI

“Le condotte estorsive – dicono gli investigatori – erano tutte finalizzate a costringere la proprietà degli immobili da acquistare e ristrutturare, a rivolgersi alle ditte edili di fatto di proprietà di Giuseppe Calvaruso”, quest’ultimo ritenuto presunto boss di Pagliarelli. 

L’ASSE CON SIGAPORE

La peculiare e modernissima attitudine imprenditoriale impressa da Giuseppe Calvaruso alla gestione del mandamento di Pagliarelli, e’ emersa anche dall’interesse manifestato verso un flusso di capitali provenienti da investitori esteri. In particolare Calvaruso aveva tentato di intessere dei rapporti di natura economica con un cittadino di Singapore che intendeva investire ingenti capitali nel settore edile e turistico-alberghiero in Sicilia. Connesse con tali affari vi sono, poi, alcune estorsioni finalizzate a costringere la proprieta’ degli immobili da acquistare e ristrutturare, a rivolgersi alle ditte edili di fatto di proprieta’ di Calvaruso.

I FERMATI

Questo l’elenco dei destinatari del fermo: il reggente Giuseppe Calvaruso, 44 anni: Giovanni Caruso, 50 anni; Silvestre Maniscalco, 42 anni; Francesco Paolo Bagnasco, 44 anni, Giovanni Spano’, 60 anni. 

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