Centoquindici arresti per mafia in una settimana. Numeri imponenti per un problema mai troppo considerato

Sono 115 le persone arrestate in questa settimana per operazioni antimafia condotte sull’intero territorio nazionale da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza con il coordinamento delle Direzioni distrettuali antimafia e delle procure.

A sottolinearlo e’ il Viminale, ricordando che i reati contestati a vario titolo ai componenti dei clan decapitati da Caserta a Capua, da Torre Annunziata a Roma, dalla Sicilia alla Puglia sono omicidio, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico internazionale di droga e detenzione illegale
di armi.
L’obiettivo e’ quello di “prevenire episodi di guerra di mafia, smantellare le grandi piazze di spaccio, contrastare i traffici illeciti e le condotte estorsive, le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e il reclutamento di manodopera mafiosa”.

Stamattina altri 8 arresti nel foggiano di pregiudicati pronti ad agguati contro appartenenti al clan opposto ma “la caccia ai clan non conosce confini: una settimana fa e’ stato arrestato a Tangeri il camorrista Raffaele Vallefuoco, 55 anni, esponente di spicco del clan Polverino e inserito nella lista dei 100 latitanti piu’ pericolosi”.

Il Viminale rimarca anche “i successi dell’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati. E’ di questi giorni la notizia dei fondi per ristrutturare degli immobili strappati ai boss, per restituirli in servizi alla comunita’ come centri per giovani o per donne vittime di violenza. Per la Sicilia sono arrivati 17,97 milioni, per la Calabria 7,65”.

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