Affaire magistrati/Nordio:”è bene che i magistrati assaggino sulla loro pelle queste tecniche investigative, molto invasive, utilizzate in tutti questi anni”

“Siamo alla nemesi storica. La politica ha sempre strumentalizzato la giustizia: bastava un avviso di garanzia per essere messi fuorigioco. Ora lo stesso meccanismo dilaga dentro la magistratura e il Csm: la giustizia strumentalizza la giustizia”. Lo dice in un’intervista a ’il Giornale’ l’ex magistrato Carlo Nordio parlando della bufera che sta coinvolgendo Csm e magistratura.

Le intercettazioni “di cui parliamo in questi giorni sono parziali, incomplete, non sono state trascritte con i sacri crismi, ma a questo punto è bene che i magistrati assaggino sulla loro pelle queste tecniche investigative molto, molto invasive, utilizzate in tutti
questi anni con una certa disinvoltura”, aggiunge l’ex magistrato.

“Con il trojan ascolti tutto quello che viene detto al telefono e vicino al telefono, abolendo la vecchia distinzione fra intercettazioni telefoniche e ambientali – spiega Nordio – Questo strumento mi lascia perplesso ma il decreto Spazzacorrotti ha esteso la sua applicabilità anche ai reati di corruzione e non solo di mafia. Solo che la nuova disciplina entra in vigore il 1 luglio. Per questo io temo che tutti questi atti siano nulli”.

“Adesso tutti si scandalizzano per le riunioni carbonare fra i consiglieri e i politici, ma da sempre la politica la fa da padrona a Palazzo dei Marescialli e nell’Associazione nazionale magistrati – aggiunge ancora – Basta riflettere sulle correnti che sono costruite a imitazione dei partiti, con una destra, un centro e una sinistra”. I consiglieri laici, spiega, “che sono una minoranza, quando arrivano a Palazzo dei Marescialli dovrebbero interrompere ogni rapporto con i partiti. Solo che non va così”,.

Per uscire da questa situazione, sottolinea Nordio, “io la mia proposta l’ho formulata da tempo, almeno per il Csm: questo stato di cose si supera con il sorteggio”. “Con la sorte – precisa – come si fa per il Tribunale dei ministri e per i giudici popolari che danno anche
l’ergastolo. Si prepara una lista di personalità specchiate e di prestigio: giudici di Cassazione, avvocati di lunga esperienza, professori universitari e da quel cesto si pescano i consiglieri. È l’unico modo, a mio parere, per spezzare il legame fra eletti e
elettori. Una vicinanza che stride. Ancora di più nella formazione della Sezione disciplinare del Csm, insomma il tribunale della magistratura”.

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