Omicidio Alessandro Neri. Spunta una pistola nel passato oscuro della vittima

di Giuseppe Palmieri

Era il 13 Marzo 2018. Pescara è una città oscura. Cinque giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Alessandro Neri, il giornalista Piervincenzi di Nemo se ne era uscito così durante la puntata di La Vita in Diretta che si stava occupando proprio dell’ennesimo giallo pescarese, sparando un metaforico flash su una delle caratteristiche innate di questa città: il buio. Oggi, nemmeno un anno dopo ne abbiamo avuto l’ennesima conferma, quando mai ce ne fosse stato bisogno, dai sette arrestati nell’operazione Satellite dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara. Flaviano Spinelli, Junior Insolia, Yordan Insolia, Marco Lapenta, Cristian De Sanctis, e Giulio Spinelli due dei quali più degli altri amici di Alessandro Neri. Di nuovo un baleno ha ancora una volta squarciato quel buio in cui da quasi un anno brancolavano gli investigatori. Estorsioni, droga e armi che servivano per esercitare il proprio potenziale intimidatorio, il mondo a cui Alessandro era quantomeno contiguo è anche questo, al di la del buon ricordo che ha lasciato in città. I sei bravi ragazzi arrestati del quartiere Fontanelle del quartiere San Donato di Rancitelli e di Spoltore sono la zona d’ombra di Pescara. Una batteria criminale pericolosa che comprava e vendeva tanta droga a tanta gente e se la faceva pagare con ogni mezzo.

Cosa c’entra Alessandro Neri con questi? Tanto e poco. Il Comandante Provinciale dell’Arma Colonnello Riscaldati in conferenza stampa appena dopo la conclusione delle operazioni che hanno visto coinvolti 100 Carabinieri, ha chiarito che nessuno dei sei arrestati dell’operazione Satellite  è stato indagato per omicidio, ma che l’operazione Satellite è nata proprio come costola dell’inchiesta sul Caso Neri e che tra i sei arrestati e i dodici indagati c’è la soluzione dell’omicidio di Alessandro Neri. Con due degli arrestati, i più pericolosi secondo Ricciardi,  Nerino, come veniva chiamato, era più contiguo e con uno in particolare Junior Insolia (chiamato così on onore dell’ex calciatore del Pescara) aveva anche comprato una pistola calibro 9 per sancire un patto. Il 5 Marzo 2018 Alessandro Neri è uscito di casa con la macchina per accompagnare la madre ed è stato ritrovato morto in un canale in periferia di Pescara vicino ad un cimitero con le gambe penzoloni nell’acqua il cappuccio della felpa in testa a coprire il buco di un proiettile calibro 7 sparato per uccidere e l’altro all’emitorace entrambi esplosi a distanza ravvicinata. La sua auto parcheggiata (da lui stesso) nel centro di Pescara e il suo corpo lasciato sul greto di un canale  e ritrovato dopo tre giorni di appelli e ricerche.

Le porte girevoli sono i tornelli dello Stadio Adriatico. In questo caso è impossibile non parafrasare la teoria del mondo di mezzo di Massimo Carminati, allo stadio si incontrano tutti e la curva Nord è totalmente lottizzata. L’accesso alla zona d’ombra in cui ci si incontra e si stringono le alleanze più disparate e Alessandro Neri non è il primo morto di quel mondo. Ora che la pista dell’omicidio in ambito familiare e quella passionale hanno definitivamente perso quota lo spaccio di stupefacenti con tutto il corredo di violenza ed intimidazioni resta l’ultimo scenario al vaglio del Gip Antonella Di Carlo e del Pm Luca Sciarretta.

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