Roma/”Io ti strozzo”, come l’usura ti corteggia per poi renderti schiavo

di Alessandro Ambrosini

Quando feci queste riprese con la telecamera nascosta era il 2015, a Roma, in piena bufera Mafia Capitale. Un momento delicato per chi vive nel “sottobosco” degli “impicci”. Un momento in cui, i fondi per cambiare assegni o per dare dei prestiti, erano stati congelati per il rischio troppo elevato di finire sotto l’occhio delle forze dell’ordine. Un settore che Finanza e Ros battevano sulle tracce riguardanti Carminati. Anche dando libretti della pensione, atti di proprietà della casa o di negozi nessuno “prestava” oltre i 4/5000 euro. E’ tenendo conto di questo che decisi di intervistare uno “strozzo” di zona. Per soli mille euro, ma questa era la cifra che poteva “garantire” chi mi presentò a questo personaggio. Lo incontrai in una sala scommesse. Sono quasi tutti lì. Ciò che mi disse lo sentirete. Tutti sanno cosa significa la parola usura ma sentirlo dalla voce di uno di questi “mercanti” di vita renderà l’immagine più nitida. Una prassi che attraversa lo stivale senza distinzione di ceto sociale. Cambiano solo i volti e l’abbigliamento. Possono essere ben rasati e in giacca e cravatta come in scarpe da ginnastica e giubbetto sportivo. Quello che non cambia mai è il sibilo che emettono quando ti parlano, come quello di un serpente pronto a stringerti al collo.

 

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