Le mani sulla città: L’ex caserma Borghesi

di Alessandro Ambrosini per Vicenza Today 24 luglio 2018

Da 22 anni lo stabile in via Borgo Casale è in totale abbandono, è passato da un ente all’altro, ma non è stato dimenticato. C’è una proposta da H-Farm: chi sono e cosa vogliono

Era il 31 luglio del 1996 quando il tricolore scese per l’ultima volta dal pennone del comando provinciale militare di Vicenza. Nessuno ancora sapeva che fine avrebbe fatto la caserma Borghesi, per i vicentini più simbolo di “naja” che altro. Alle porte del centro della città del Palladio, per oltre vent’anni è rimasta in balia del tempo, delle occupazioni e dei senzatetto. E oggi? Che fine farà questo presidio di un tempo passato, al momento sede di una mostra, vestito e rivestito di una nuova utilità  mai andata a buon fine?

Di mano in mano

È dal 2004, da quando l’allora presidente della provincia Manuela Dal Lago decise di comprare l’ex complesso militare dismesso dal governo Berlusconi nel 2000, che il sogno di un polo di sviluppo acquisì progettualmente anche una mensa per gli studenti dell’università. Un servizio fondamentale per riuscire a raddoppiare il numero di studenti e dare quindi alla città nuova linfa sotto vari aspetti, da quello economico a quello culturale.

Nel 2010, l’intera struttura passa sotto la gestione della Fondazione Studi Universitari, composta nel suo consiglio di amministrazione da rappresentanti del comune, della provincia e della camera di commercio. Un comodato d’uso che doveva portare a una svolta decisiva per una struttura che stava iniziando a diventare uno dei tanti “casi” di stabili inutilizzati.

Ma se la burocrazia è un cappio, a volte, la politica volente e nolente è il nodo dello stesso.

È Achille Variati a gestire il mazzo di carte del potere in questo caso, sia come sindaco che come presidente della Provincia. Un potere che ha esercitato fino a pochi giorni prima della fine del suo secondo mandato, accogliendo e presentando al consiglio della fondazione una lettera d’intenti della H-farm Spa, una delle principali società di digital economy in Italia.
Ma cos’è nello specifico l’H-farm e cosa ha proposto ad un consiglio d’amministrazione che avrebbe visto, ad uno ad uno, i suoi volti cambiare nell’arco di qualche mese?

Cos’è e chi è H-Farm?

H-farm è un incubatore di start-up nata nel trevigiano per mano del suo fondatore Riccardo Donadon. Una società che aiuta, accompagna i nuovi modelli di azienda e le idee più brillanti del mondo digitale nell’integrarsi con il sistema economico, a livello europeo e mondiale. Come soci, tra le sue fila, annovera imprenditori di successo come il patron della Diesel e dell’L.R Vicenza Virtus, Renzo Rosso.

Innovazione e formazione, sono queste le ricette dell’H-farm che a Vicenza ha già acquisito l’esclusiva Little English School e vorrebbe continuare nel settore education nell’ex caserma di Borgo Casale. Dentro al cuore del polo universitario.

La lettera d’intenti protocollata il 14 maggio di quest’anno parla abbastanza chiaro ma ancora più chiare sono le indiscrezioni filtrate dagli ambienti della Provincia: la nascita di questo polo scolastico privato comprenderebbe la costruzione delle strutture per un percorso educativo che dovrebbe partire dall’asilo fino alle prime due classi delle superiori e la creazione della mensa universitaria che verrebbe data in gestione alla Fondazione Studi Universitari. Un “do ut des” che premierebbe la H-farm con un comodato d’uso di 45 anni.

La palla adesso passa alla Fondazione e la situazione è molto complicata. Se da una parte l’ex sindaco Variati si è fatto portavoce della proposta della H-farm a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato in qualità di sindaco di Vicenza e presidente della provincia, anche la Camera di commercio, il terzo socio della Fondazione, vedrà l’anno prossimo cambiare i suoi vertici.

Che succederà?

Si andrà a creare una gara d’appalto agostana o settembrina per evitare il rimescolamento dei ruoli rappresentativi di Provincia (attualmente diretta dal sindaco di Costabissara di area Variati) e Camera di Commercio, cercando la sponda anche del terzo “socio” ora rappresentato dal neosindaco Francesco Rucco?

O si aspetteranno le nuove cariche che vedranno la luce, definitivamente, tra sei mesi.  H-farm, che ha presentato la domanda a una ventina di giorni dalle nuove elezioni, attenderà altri sei mesi – con il rischio che spunti uno o più concorrenti – o iscriverà il suo progetto a una delle tante soluzioni “fantasma” trapelate dal 2000 in poi ?

 

 

 

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