Camminando sulla cenere/Chapter 3/ L’ombra del gufo

2018-02-16_031631di Alessandro Ambrosini

Sono otto fermate. Da Re di Roma a Lepanto. Chilometri di metropolitana che strisciano veloci come serpenti nel ventre della Capitale. Flussi di persone, volti, storie che si perdono oltre i tornelli per scendere come formiche da scale mobili su cui gocciola acqua sporca. È tardi. Non ho tempo di guardarmi intorno, devo scendere veloce per prendere la prima metro che arriva. La sento. Non dal rumore ma dal vento gelido che la preannuncia e che soffia sulla banchina strapiena tra scolaresche in gita e frementi impiegati che si dirigono nelle parti nobili della città. Mi aspetta il sostituto procuratore generale Muraglia, il mio “tutor” nella giungla del crimine, il mio garante nell’intricato mondo della giustizia. Un vero esperto del settore in cui ha operato Carminati per anni, la Banda.

Quando riemergo dal sottosuolo capitolino il cielo già piange e mi copro con il cappuccio. Mi guardo intorno e dall’altra parte della strada vengo attratto da un volto già visto. Mi fermo. Sposto lo sguardo abbassando la testa e mi metto vicino all’entrata di un bar. Devo riguardarlo, devo capire dove e come si è fissato nella mia mente senza farmi notare. Giro piano la testa di 180 gradi per riuscire a individuarlo senza soffermarmi su di lui…..continua qui

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