Camminando sulla cenere/ Chapter 2/Bentornato Ruiz !!

2018-02-16_031631

di Alessandro Ambrosini

Sono arrivato. Non serve la voce meccanica del treno che annuncia la prossima stazione:  Roma-Termini. Lo sento nello stomaco, lo sento per quella strana tensione che mi fa scivolare il pollice e l’indice tra di loro. Un movimento che non ricordo da chi o perchè ho ripreso. So che mi capita da anni e ci gioco in continuazione nei momenti di ansia.

Non ho fretta di uscire. Sistemo i miei bagagli piano, con meticolosità:  la mia Moleskine nera fitta di appunti e ricevute, la penna con il tappo consumato, i giornali, il caricabatterie del telefono e una tau che rigiro tra le mani prima di indossarla. E’ lei ciò che mi protegge da anni. Non sono un francescano e il mio rapporto con Dio è cosa che rimane tra me e lui ma questa non è una tau normale, ha una scheggia ossea piantata nel centro, un macabro ricordo non voluto, non cercato. E’ il segnalibro di un momento indelebile, pesante, sfocato come il ricordo di istanti che sono diventati secoli nel mio cervello-frullatore.  Ho un borsone capiente, da chi si aspetta una maratona e non una gara sui cento metri. Dentro non ci sono solo vestiti, ci sono anni di articoli sul Nero, le mie provocazioni, le mie accuse, volti senza nomi e nomi senza volti che collegati potrebbero mettere fine a un gioco che dura da tempo…….continua qui

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