Infiltrazioni criminali nel Lazio. L’analisi di Transcrime

2018-02-20_153830

 

Ieri e’ stato pubblicato lo studio “Le infiltrazioni della criminalita’ organizzata nell’economia del Lazio”, realizzato in collaborazione a Crime&tech, spin-off del
centro di ricerca Transcrime dell’Universita’ Cattolica di Milano.

L’analisi mostra un panorama dell’infiltrazione della criminalita’ organizzata nell’economia legale vasto e articolato. L’infiltrazione e’ intensa nel Lazio, e
particolarmente concentrata nella provincia e nella citta’ di Roma. La Capitale di sicuro attrae gli investimenti delle mafie tradizionali e di organizzazioni criminali autoctone. Camorra, ’Ndrangheta, Cosa Nostra gruppi locali.

Nel Lazio vengono confiscate piu’ aziende (5,1 ogni 10.000 registrate) rispetto alla media nazionale (2,4 ogni 10.000). L’infiltrazione si concentra nelle province di Roma e di Latina (e, in misura minore, di Frosinone).

Ma in quali settori investono le organizzazioni criminali? Nell’economia della Capitale turismo, commercio e immobiliare giocano un ruolo di primo piano. E sono proprio questi gli ambiti in cui e’ piu’ forte l’infiltrazione della criminalita’ organizzata. Bar e ristoranti, commercio all’ingrosso e al dettaglio, costruzioni e intermediazione immobiliare risultano infatti i settori piu’ inquinati, che coprono circa tre quarti del totale delle aziende confiscate nel Lazio negli ultimi dieci anni. Le organizzazioni criminali non risparmiano pero’ neanche trasporti, scommesse,
stabilimenti balneari e, ovviamente, appalti pubblici. Ogni gruppo ha le sue “preferenze”.

La Camorra si e’ specializzata nella ristorazione e nel commercio di prodotti alimentari, attivita’ che svolge rispettivamente nelle zone centrali della Capitale e nel basso Lazio.

La ’Ndrangheta diversifica di piu’: costruzioni,immobiliare, ortofrutticolo,florovivaismo. E i suoi investimenti sono piu’ diffusi sul territorio: Roma Centro, ma anche nelle aree periferiche nei comuni a Sud della Capitale, nel basso Lazio.

I gruppi locali hanno infine il ventaglio di investimenti piu’ vasto, toccando di fatto tutti i settori soprattutto nelle aree territoriali in cui sono presenti. Le fonti utilizzate per lo studio realizzato sono stati i dati dell’ ANBSC, della Dia, delle inchieste giudiziarie e del
registro delle imprese. Nella ricerca e’ riportata inoltre una cartina del Lazio con l’indice di presenza mafiosa nei comuni e i grafici che riportano la geolocalizzazione delle aziende confiscate per settore e per organizzazione criminale.

“La mafia si combatte con l’impegno delle forze di polizia e della magistratura ma anche con la realizzazione di un sistema di alleanze tra Istituzioni e Forze Sociali che possa scardinare meccanismi di inquinamento della nostra economia” ha affermato Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalita’ della Regione Lazio che continua: “La legalita’ garantisce la liberta’ degli operatori economici, il regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali, la trasparenza del mercato, la sana concorrenza. Di questo sono consapevoli la stragrande maggioranza degli imprenditori nel Lazio che attraverso le loro associazioni di rappresentanza hanno condiviso con noi in questi anni le robuste politiche di sostegno all’impresa, all’artigianato e al piccolo commercio messe in campo dalla Regione Lazio, misure che hanno rappresentato un argine all’inquinamento mafioso della nostra economia”.

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