Attacco ai patrimoni dell’ndrangheta. Centoventi milioni di euro sequestrati e 41 arresti tra Calabria e Toscana

2016-08-01_132308Doppio blitz contro i patrimoni della ’ndrangheta in Calabria e Toscana: in totale 41 persone sono state fermate o arrestate da Direzione investigativa antimafia, carabinieri e guardia di Finanza in un due distinte, ma collegate, operazioni chiamate (“Martingala” e “Vello d’oro”). Eseguiti anche sequestri per oltre 120 milioni di euro.

In Calabria, su mandato della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con l’operazione “Martingala” DIA e militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno fermato 27 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa,
riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, reati fallimentari ed altro. Eseguiti anche sequestri di 51 imprese, beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 100 milioni di euro.

In Toscana, invece, con l’operazione “Vello d’oro” altre 14 persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Firenze (11 in carcere e 3 ai domiciliari), su mandato del gip del Tribunale di Firenze e su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per riciclaggio e reimpiego nel tessuto economico toscano dei proventi illeciti conseguiti
dall’associazione mafiosa. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, estorsione, sequestro di persona, usura, riciclaggio ed autoriciclaggio, abusiva attività
finanziaria, utilizzo/emissione di fatture per operazioni false, trasferimento fraudolento di valori, aggravati del metodo mafioso. Anche in questo caso carabinieri e Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito sequestri di imprese, beni immobili e disponibilità finanziarie, in Italia ed all’estero, per circa 20 milioni di euro.

“Le proiezioni avvengono in modo da coinvolgere anche le imprese all’estero che emettono false fatture per consentire poi ad imprenditori collusi di frodare il
fisco”. Così il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho ai microfoni del Gr1 Rai in merito alle operazioni contro la ’ndrangheta delle Dda di Reggio Calabria e Firenze.
“Ma molti degli affari, e dei soldi della ’ndrangheta – aggiunge Cafiero de Raho – si spostavano in Toscana attraverso imprenditori collusi, i quali hanno coperto sostanzialmente i proventi delle attività  criminose con false fatturazioni. Altri
imprenditori, invece, quelli in difficoltà , ottenevano dall’organizzazione criminale prestiti ad usura. Ed anche questi finivano per essere in qualche modo coperti da quelle stesse
fatture”.

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