Mafia Capitale, il “compagno” Buzzi cita Deng Xiaoping: “Macché camerata! Se hai fame, non ti chiedi se il gatto è bianco o nero: acchiappi il sorcio e basta”

di Beatrice Nencha

salvatorebuzziAlla fine del suo fluviale esame, Salvatore Buzzi si congeda (temporaneamente) dall’aula bunker di Rebibbia – dove è collegato in video conferenza dal carcere di Tolmezzo – scomodando addirittura Carl Marx e Deng Xiaoping. L’occasione gliela fornisce l’avvocato Pasquale Bartolo, difensore di Franco Panzironi, accusato da Buzzi di essersi intascato, all’insaputa di Alemanno, ben 875mila euro in cambio dello sblocco di crediti vantati dalla sua cooperativa e dell’aggiudicazione di varie gare bandite sotto la giunta Alemanno dalla municipalizzata dei rifiuti. L’ex potente amministratore delegato di Ama, tramite la sua difesa, a fine udienza ha depositato proprio in merito a queste affermazioni due querele contro Buzzi. Ma intanto l’avvocato Bartolo non ha rinunciato a una stoccata finale: “Buzzi ma lei da comunista non si vergogna ad aver finanziato la destra di Alemanno? O lei sta coprendo Alemanno e Visconti perché i camerati tra di loro non si toccano?”. La risposta del patron della 29 Giugno non si fa attendere: “Ma quale camerata, in tutta la mia vita non ho mai votato Pdl! In campagna elettorale, alle primarie del Pd appoggiavo Sassoli perché conoscevo Marino, un chirurgo che ignorava tutto del “sistema” romano, e sapevo già che si sarebbe schiantato. Ma io dovevo mantenere mille dipendenti e le rispondo citando Marx e Deng Xiaoping: “Quando devi sopravvivere, non puoi guardare se il gatto è bianco o nero. Acchiappi il sorcio e basta”.

PanzironiAmaQuesta la conclusione dell’ultima delle cinque udienze-fiume dedicate all’autodifesa di Salvatore Buzzi, che in aula ha fatto scintille. Non solo e non tanto verso i magistrati, che pure lo hanno arrestato per associazione mafiosa e un’altra trentina di capi di imputazione – anche se più volte si è lamentato di non essere stato ritenuto attendibile dalla Procura e in particolare dal pubblico ministero Paolo Ielo (“se mi avesse dato retta, oggi avremmo anche le intercettazioni di Panzironi che attesterebbero tutte le sue pressanti richieste di denaro”) – ma è entrato in rotta anche con le difese di alcuni degli altri 46 imputati, tra cui quella di Panzironi e di Carlo Maria Guarany, numero due del variegato universo delle cooperative sociali targato 29 Giugno.

Durante tutto il suo esame, Buzzi non si è mai discostato dalla sua bussola difensiva: “mai corrisposto tangenti su richiesta esplicita di Alemanno”. Anche se i soldi, tutti quelli in chiaro, venivano versati direttamente sui conti della fondazione Nuova Italia, dove l’ex sindaco “avrebbe dovuto accorgersi se non era scemo”. In varie occasioni, la difesa di Panzironi cerca di incalzarlo sul tema: “Ha mai finanziato le due campagne elettorali del 2013, prima quella regionale e poi comunale, di Marco Visconti? Ha mai dato soldi ad Almenno per la campagna elettorale del 2013, si ricorda di aver parlato, in un suo interrogatorio, di “sistematico finanziamento” elettorale ad Alemanno?” Ma Buzzi è irremovibile: “Non ad Alemanno direttamente, ho versato i soldi alla Fondazione ma non me li chiese mai lui. Mentre non ho mai finanziato Visconti e Alemanno con 400mila euro, il suo cliente dice il falso. Come facevo a settembre 2012 a prevedere che si sarebbe dimessa la Polverini? Inoltre in quel momento protestavamo contro il sindaco e tutti i giorni gli gridavo “Alemanno boia” perché non mi pagava i campi rom, dovevo essere un matto a pagarlo!”.

VISCONTIFBCon l’ex assessore all’Ambiente, indagato nella seconda tranche dell’inchiesta per vendita della funzione e atti contrari ai doveri d’ufficio, Buzzi ammette però un incontro al Bioparco di Roma, alla presenza dell’ex sindaco. In questa occasione, a proposito della gara 18/2011 (quella sui rifiuti organici da 21.450mila euro,ndr), Visconti gli avrebbe comunicato “che non potevo vincere cinque lotti ma quattro, perché un lotto doveva andare a Edera” per l’intervento pesante di un alto esponente politico di centrodestra.

Ed è spietato Salvatore Buzzi verso quello che “tutti conoscevano in cooperativa perché ne parlavamo piuttosto male”. Ovvero Panzironi. “Lui ci sospese non solo la gara delle foglie ma dal 2009 anche il bando della pulizia degli argini del Tevere, lo spazzamento delle strade, la manutenzione del Verano e nel 2010 il lavaggio dei mezzi di Ama. Cosi iniziammo a pagarlo. Per incassare 5 milioni di euro di crediti, il 31 gennaio 2011 gli abbiamo dovuto versare 100 mila euro, ovvero il 2 per cento. Dopo tre anni, per rifare il bando sulle foglie, una gara da 400mila euro, ce ne chiese 50mila e gliene abbiamo dati 20mila. Per una cena di finanziamento di Alemanno, dopo aver versato 30 mila euro alla fondazione De Gasperi da lui segnalata, mi chiese un altro finanziamento in nero. La verità è che non c’erano pasti gratis in Ama con Panzironi. In totale gli abbiamo dato 875mila euro più ha preteso un orologio da 5mila.”

PD: VELTRONI, OGGI RENZI MIGLIORE CANDIDATO PREMIERAlla domanda se la 29 Giugno abbia mai finanziato la campagna elettorale dell’ex sindaco Veltroni, il “compagno” Buzzi non si scompone: “All’epoca il sistema delle cooperative ha contribuito con 100/150mila euro di contributi in chiaro ma per noi era un onore: eravamo riconoscenti perché Veltroni aveva finalmente legalizzato il lavoro delle cooperative sociali”.

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