Mafia Capitale: Panzironi tira in ballo Visconti e Alemanno: “Mi è capitato il momento del cretino”

di Beatrice Nencha

panzironiTangenti in cambio dello sblocco dei crediti vantati dalla coop 29 Giugno verso Eur spa e Ama spa, oltre all’aggiudicazione di commesse per il verde e la raccolta dei rifiuti. Secondo l’ipotesi della Procura, rappresentata ieri a Rebibbia dai pm Luca Tescaroli e Paolo Ielo, una parte di questi soldi, in totale 298mila euro, sarebbero passati dalle mani di Salvatore Buzzi direttamente alle tasche di Franco Panzironi, pubblico ufficiale inserito stabilmente “a busta paga” dal ras delle cooperative rosse con 15mila euro al mese. Tuttavia, in vari interrogatori resi proprio da Buzzi (20 maggio 2013; 23 giugno e 10 agosto 2015, fino alle ultime dichiarazioni del 3 ottobre 20016), gli importi da lui elargiti al dominus di Ama e finalizzati all’aggiudicazione di commesse per la 29 Giugno sarebbero stati ancora maggiori: 360mila euro in tutto, consegnati prevalentemente “in nero”. Di cui 100mila euro sborsati dalla coop in un’unica soluzione per aggiudicarsi la gara 28/2009 del Multimateriale mentre altri 500mila, di cui 250mila in nero sempre da parte di Buzzi a Panzironi, destinati alla gara 18/2011 per la raccolta del materiale Organico.

Cinquecento mila euro consegnati, secondo la versione fornita da Buzzi ai pm Michele Prestipino e Paolo Ielo, subito dopo l’aggiudicazione della gara (avvenuta  il 5/12/2012) e poi con versamenti costanti nel corso del 2013. Le modalità dei pagamenti sarebbero state così differenziate: 250mila euro in nero consegnati dal solo Buzzi a Panzironi; 250mila in chiaro tramite bonifici alla fondazione Nuova Italia, di cui 120mila euro bonificati dalla cooperativa Edera e 130mila euro da Buzzi come contributo per cene elettorali del candidato sindaco Gianni Alemanno. Le dazioni di denaro sono state ricostruite ieri dallo stesso Panzironi, accusato di corruzione e 416 bis, oltre che di aver favorito la nomina in Ama di Giovanni Fiscon, per mantenere un controllo sull’azienda. Nell’esame reso per oltre due ore davanti al suo legale Pasquale Bartolo, Panzironi ha rievocato gli incontri con Buzzi per la consegna dei soldi in contanti diretti all’ex assessore all’Ambiente Marco Visconti (nel 2015 indagato dalla procura per corruzione), avvenuti nella sede della Fondazione Nuova Italia fondata da Gianni Alemanno, di cui l’ex ad di Ama e della Multiservizi era segretario generale: “Buzzi non voleva dare i soldi a Visconti perché glieli aveva chiesti in contanti, mentre Visconti non voleva incontrare direttamente Buzzi perché si sentiva controllato a causa dell’assunzione della moglie in Atac” rievoca l’ex uomo di fiducia di Alemanno. In un passaggio di un suo interrogatorio, reso il 4 febbraio 2015 a piazzale Clodio, Panzironi minimizza il suo ruolo di “intermediario” della presunta tangente a Visconti: “E’ capitato il momento del cretino, che io ho accettato” spiega ai pm. “Di tutto può provare a farsi passare meno che per cretino Panzironi,  lei non è cretino” la pronta replica del procuratore aggiunto Ielo.

Rispetto alla versione fornita ieri nell’aula bunker di Rebibbia da Panzironi, che ha fatto depositare dal suo avvocato anche tre querele per calunnia contro le dichiarazioni rese sia in carcere che in aula da Buzzi,  sono molti i distinguo avanzati con forza dalla sua difesa. Che respinge in toto ogni ipotesi di corruzione: “A gennaio 2013 Buzzi iniziò a versare 200mila euro per la campagna elettorale comunale di Alemanno e 200mila per quella regionale di Visconti. La Fondazione era l’ufficio politico di Alemanno, a lui era intestata la carta di credito agganciata al conto. Il mio incarico era gratuito, mi occupavo delle fatture e disponevo solo di un bancomat per caffè e piccole spese. Ho raccolto  unicamente contribuiti politici e non sono mai stato a libro paga di nessuno”. La prossima settimana, in una quattro giorni dedicata all’esame fiume di Salvatore Buzzi, si vedrà se questa linea difensiva è destinata a schiantarsi contro la testimonianza (e soprattutto le agende) del re delle coop rosse.

 

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