Trapani/Confisca milionaria ad imprenditore legato a cosche mafiose trapanesi: un impero di circa 10 milioni di euro tra società, immobili e automezzi industriali

12576262_877774422343574_982836041_nConfisca milionaria per l’imprenditore edile alcamese Giuseppe Montalbano, 47enne da sempre legato alle cosche mafiose trapanesi. Società, immobili e automezzi industriali: un impero di circa dieci milioni di euro sequestrato nel 2013 e oggi passato definitivamente allo Stato. La Dia di Trapani ha notificato il decreto di confisca, accolto dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia della Dda di Palermo. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori è passato l’intero patrimonio accumulato da Montalbano nel corso degli anni. Un capitale che ha rivelato “sospetti flussi finanziari provenienti dalla calcestruzzi Tre Noci” e “una notevole sproporzione rispetto ai redditi dichiarati”. Giuseppe Montalbano – figlio di Pietro, indiziato mafioso deceduto anni fa e nipote di Nunzio, titolare di una stazione di servizio ucciso nel 1991 – è cresciuto in un ambiente familiare legato alla mafia, durante la violenta faida che all’inizio degli anni novanta ha insanguinato Alcamo. Dalle indagini è emerso che durante la guerra di mafia alcamese “Montalbano usava associarsi a esponenti mafiosi, anche in stato di latitanza, con i quali sono state accertate frequentazioni”. Inserito dagli investigatori nel novero di “coloro che sono indiziati di appartenere a un’associazione di tipo mafioso”, Montalbano ha nel suo curriculum, tra le accuse, quella di aver fatto da tramite tra latitanti ed esponenti di Cosa nostra di aver fornito supporto logistico ai latitanti e danneggiamenti per attività estorsiva. Nel 2000 viene arrestato, nell’ambito dell’operazione antimafia “Arca” contro le cosche trapanesi, insieme ad altre quaranta persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidi, sequestro di persona, estorsioni, riciclaggio di danaro di provenienza illecita e detenzione e porto illegale di armi. Per Giuseppe Montalbano l’accusa è di aver garantito rifugio e assistenza a vari sodali di Cosa nostra, al tempo latitanti, tra cui il capo mandamento Vincenzo Milazzo”, ucciso nel ’94 insieme alla fidanzata Antonella Bonomo. Dopo la scarcerazione ha avuto inizio l’ascesa di Montalbano nell’edilizia e nel settore immobiliare. Un’attività che gli ha fruttato nel giro di pochi anni milioni di euro e che lo ha inserito nella rosa degli imprenditori alcamesi con volumi di affari tra i più alti. (Fonte repubblica.it di Maria Emanuela Ingoglia)

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