Esclusiva/A Bassano le pompe funebri targate “Maniero” fanno un buco nell’acqua. L’ombra lunga dell’ex boss

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di Alessandro Ambrosini

A Bassano del Grappa si vive più a lungo che nelle altre città del Veneto. E’ questo quello che simpaticamente si può pensare dalla chiusura di un’impresa di pompe funebri che non ha trovato il giusto appeal commerciale con la clientela bassanese. Un fatto che non stupisce in un periodo di crisi come questo, sono decine o centinaia le imprese che chiudono i battenti ogni giorno nel Belpaese.

La particolarità di questa notizia è tutto legato al cognome dell’amministratore unico e ai personaggi che l’hanno frequentata fino ai primi giorni di primavera di quest’anno. E’ la “Onoranze funebri San Francesco” quella di cui stiamo parlando, azienda nata nel gennaio del 2015 e di cui l’amministratore unico è Monica Maniero, cugina dell’ex boss della Mala del Brenta, Felice. La sede era in via Pecori Giraldi, 9A, a pochi passi dal centro storico, una vetrina su strada e poca pubblicità per iniziare a farsi conoscere in una città che ha già cinque imprese in quel settore.

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Non è andata a buon fine questa avventura durata fino a maggio di quest’anno a Bassano. Una presenza forse troppo discreta che però ha fatto parlare per il viavai di alcuni personaggi che sono passati dalla porta di quell’ufficio e che sono rimasti per lungo tempo nel bassanese. Niente che abbia i risvolti del reato o simili, sia chiaro, ma quando vedi parenti dell’ex boss che lo aiutarono nella sua prima fuga dal carcere di Fossombrone e luogotenenti dell’ex Mala come Giuseppe Pastore presenziare frequentemente tra quelle mura, qualche domanda innocente te la poni.

E il parente “scomodo”? L’ex boss? Felice Maniero, non è una novità, a Bassano è stato visto molte volte nel corso degli anni, anche in quelli “ruggenti”, e pure in questo caso la sua presenza non è mancata. Sicuramente a sostenere moralmente gli affari di famiglia, sicuramente per visite di cortesia, sicuramente per dare consigli su come amministrare l’azienda visto che non ci risulta che la cugina abbia mai lavorato nel settore in questione. Anche se le sue ultime performance imprenditoriali sono state un “buco nell’acqua”. Non deve essere un buon momento per le imprese di famiglia se, come abbiamo detto, pochi mesi fa l’impresa funebre ha chiuso i battenti a Bassano con appena due o tre funerali all’attivo in poco più di dodici mesi. Una situazione abbastanza prevedibile  in una città di 40mila abitanti che conta già cinque competitors con esperienza decennale. In un settore e in una cittadina dove la fidelizzazione dei clienti, che devono organizzare l’ultimo saluto ai propri cari, è qualcosa che si tramanda di padre in figlio.

Perché quindi arrivare fino ai piedi del Grappa per cercare fortuna dove le percentuali di riuscita sono così basse? Perché la frequentazione assidua di personaggi con un passato a dir poco turbolento? Solo cortesie tra parenti e amici? Lo vogliamo credere. La cosa certa è che vedere un “Maniero” gestire un impresa di pompe funebri, simpaticamente, ha il gusto della barzelletta riuscita male.

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