“Nella mente di un jihadista”, cosa si nasconde nel lato oscuro degli adepti del terrore

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di Alessandro Ambrosini

Nel mare di e-book che vengono “sparati” nel web ce ne sono alcuni che vanno segnalati per l’attualità e per la competenza di chi li scrive. Quello che oggi vorremo presentarvi è un piccolo saggio scritto da Corrado De Rosa per la collana I Corsivi del Corriere della Sera. I più affezionati a Notte Criminale ricorderanno qualche collaborazione tra lo psichiatra salernitano e il nostro webmagazine (ancora per un po’ ospite di questo blog). De Rosa molti lo avranno conosciuto per libri inerenti la criminalità organizzata e il lato oscuro della mente dal punto di vista storico-psichiatrico ma l’attualità impone di guardare ai pericoli di oggi. E oggi il pericolo più palpabile e tragicamente presente è il terrorismo. Per questo “Nella mente di un jihadista” è un titolo da scoprire e da leggere. Capire cosa possa esistere nei pensieri di chi vuole cancellare una civiltà è la prima arma di difesa contro l’orrore dei nostri giorni.

LA SCHEDA

Nel 2016 Europol diffonde il risultato di uno studio secondo cui il 20% dei jihadisti soffre di disturbi mentali. Si può davvero parlare di un rapporto tra follia e terrorismo? Non si rischia invece di sottovalutare l’interpretazione di un fenomeno complesso che si è diffuso in questi anni con attentati suicidi ed esiti drammatici in Medio oriente come in molti Paesi occidentali ed asiatici?

Di fatto l’elemento psicologico è chiaro nella nuova strategia del terrore, dai video cruenti ai manifesti web dello Stato islamico e ai trucchi di manipolazione del pensiero usati dai reclutatori per attirare nuove leve nel jihad, dal computer di casa alla trincea. Il progetto dell’Isis è tutt’altro che nichilista come qualcuno afferma: la carta tuttora vincente del Califfo nel creare nuovi adepti in molte parti del mondo, al di là delle sconfitte sul terreno, è l’offerta di certezze – identità e gloria a basso costo – che tende a crescere ad ogni nuovo attentato che da Parigi a Orlando, da Dacca a Nizza tende a creare ansia sociale e paura del crimine. Cosa accade allora nella mente dei superstiti delle stragi? Le conseguenze psicosociali per le vittime indirette degli attentati sono un fenomeno da studiare con attenzione quanto i processi mentali dei kamikaze per comprendere quanto è successo e prepararsi ad affrontare possibili minacce future. Imparando a lenire i traumi e le ferite aperte dei  tragici eventi che hanno segnato la storia di questi ultimi anni.

2016-08-02_094611Corrado De Rosa, psichiatra salernitano e scrittore. Ha scritto, tra l’altro, I medici della camorra (Castelvecchi 2011),  Mafia da legare con Laura Galesi (Sperling & Kupfer 2013), La mente nera (Sperling & Kupfer 2014).

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