Messina/ Era dei “Tortoriciani” il business della droga e delle armi nei Nebrodi. Ventuno arresti

2016-07-20_132656

Fiumi di hashish e marijuana, prodotti sulle montagne dei Nebrodi sotto il controllo delle
famiglie mafiose di Tortorici, per essere smerciati nella fascia costiera. I carabinieri di Messina hanno eseguito nelle provincie di Messina e Siracusa, un’ordinanza di custodia
cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 21 esponenti di un’organizzazione di narcotrafficanti, che aveva
monopolizzato il mercato degli stupefacenti su gran parte del litorale tirrenico messinese. Contestati i reati di droga, detenzione di armi e spendita di monete fase.

La droga circolava nei locali e nelle principali “piazze di spaccio” controllate dalla banda, che aveva base a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. L’operazione, denominata “Triade”, portata a termine a due mesi di distanza dall’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, colpisce direttamente uno dei settori di maggior interesse criminale per le cosche tortoriciane, confermandone il ruolo egemone nel particolare settore della coltivazione su vasta scala di sostanze stupefacenti.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Guido Lo Forte e dai sostituti Liliana Todaro e
Fabrizio Monaco – con 15 persone carcere, 5 ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – scaturisce dagli esiti di una attivita’ d’indagine sviluppata, sin dal
settembre 2013, dalla Compagnia di Milazzo, che ha consentito di comprovare l’esistenza di un’organizzazione criminale, attiva tra Milazzo, Tortorici e Barcellona Pozzo di Gotto, in
grado di monopolizzare la ’filiera’ della droga, dalla produzione sui Nebrodi alla commercializzazione.

Documentato come un gruppo di soggetti legati alle cosche tortoriciane fornisse periodicamente ingenti quantitativi di hashish e marijuana ad altri due diversi gruppi della medesima organizzazione, operanti tra Barcellona e Milazzo, che si preoccupavano poi di commercializzare lo stupefacente sulle principali “piazze di spaccio” del litorale tirrenico
messinese. I tortoriciani, garantivano i rifornimenti percorrendo, a bordo di fuoristrada, mulattiere e strade di montagna dei Nebrodi, per giungere sulla fascia tirrenica.

A capo degli stessi Tortoriciani il 42enne Carmelo Galati Massaro, che, nella gestione dei traffici si avvaleva della moglie e del fratello minore. Lo stupefacente fornito dai
Tortoriciani veniva poi commercializzato nella fascia tirrenica dalle altre due bande, il cui mediatore era Nicolino Isgro’, 48enne di Condro’. Da sempre rispettato e contiguo alla mafia barcellonese, Isgro’, negli anni, si e’ guadagnato il ruolo di “specialista” nel traffico di droga, armi e banconote falsificate, divenendo il trait union con la mafia tortoriciana
ed era l’unico ad avere rapporti diretti con Galati Massaro.
Durante gli incontri tra i due, che avvenivano sempre nel parcheggio di un centro commerciale del messinese, venivano concordati prezzi, quantita’ e modalita’ di consegna dello stupefacente. Nicolino Isgro’ fungeva da “cerniera” anche tra la sua gang e quella “barcellonese”, i cui elementi di spicco risultano il 29enne Filippo Biscari, il 31enne Salvatore Iannello (cugino del primo) e il 41enne Giuseppe Arico’, barcellonesi gia’ noti alle forze dell’ordine. I tre, attraverso contatti tenuti quotidianamente con Isgro’, si
assicuravano settimanalmente un cospicuo quantitativo di stupefacente che poi provvedevano a spacciare al dettaglio, avvalendosi, tra gli altri, di Francesco Salamone, 45enne consigliere comunale di Terme Vigliatore, tra gli arrestati.
Tale articolazione, inoltre, gestiva non solo droga ma anche armi, verosimilmente destinate, da una parte, a proteggersi dalle bande rivali nel redditizio business della droga e, dall’altra, a compiere intimidazioni nel tentativo di accreditarsi sul territorio.

Un pensiero riguardo “Messina/ Era dei “Tortoriciani” il business della droga e delle armi nei Nebrodi. Ventuno arresti

  1. Carcerandoli diventano un peso, con il male che infieriscono facendo drogare le persone , e quasi certamente pure a loro insaputa, così che vengono abusate e violentate, meritano ben altro.

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