Quando la violenza è donna

2016-07-08_105655della dott.ssa Elisa Caponetti

I recenti e numerosi fatti di cronaca impongono di affrontare nuovamente il problema della violenza dove per violenza non mi riferisco soltanto a quella di genere, rispetto alla quale quotidianamente le cronache ci offrono dati allarmanti assumendo anche un valore mediatico molto forte. E dico ciò con grande rispetto di tutte le donne uccise per mano degli uomini. Constato semplicemente che affianco a questi drammatici dati, ce ne sono però altri ed è con grande rammarico che prendo atto che non c’è altrettanto interesse da parte dei media nel darne risalto. Perché?

Solo alcuni dati:

il 25 gennaio una donna ha accoltellato il marito all’addome; il 23 febbraio una moglie tenta di uccidere il marito con colpi di mattarello ed iniezioni di insulina; il 4 marzo una donna accoltella il marito durante una lite; il 29 marzo una donna tenta di uccidere il compagno dandogli fuoco; il 21 aprile, sempre una donna, accoltella il marito invalido. Ma l’elenco non è certamente completo. Espongo solo pochi dati necessari a dare però visione dell’esistenza e dell’ampiezza anche di altri fenomeni.

Oltre ai tentativi di omicidi, ci sono poi gli omicidi riusciti: l’11 gennaio un uomo viene ucciso a coltellate in seguito ad una lite in strada per mano di una donna. Lo stesso giorno viene compiuto un altro delitto. Giuseppe Berni, questo il suo nome, viene ucciso con una dose letale di farmaci, da due donne.  Il 24 gennaio, un uomo viene ucciso dalla moglie nel sonno con un colpo di arma da fuoco. Il 9 marzo Corrado Valenti viene ucciso con una coltellata alla gola e poi bruciato. A compiere l’atroce delitto, una donna. Ma l’elenco non finisce qui. Eppure raramente si sente parlare di omicidi o aggressioni compiuti per mano delle donne. Senza considerare i numerosissimi casi di maltrattamenti e stalking. Ma ovviamente su questo incide anche una visione culturale e sociale ben radicata, che offre un modello di donna debole e soprattutto priva di propensioni violente.

Soltanto pochissimi giorni fa, lo scorso 3 luglio, Adnkronos ha pubblicato dati allarmanti: non sono solo le donne ad essere vittime di violenza, in Italia sono 4 milioni gli uomini molestati. Sono circa 3,8 milioni gli uomini in Italia che hanno subito abusi per mano femminile. Oltre cento di loro telefonano ai centri anti-violenza per denunciare casi di stalking o reati sessuali. È stato calcolato che i 4 milioni di uomini abusati rappresentano il 18,7% del totale della popolazione maschile italiana tra i 18 e i 70 anni.

C’è poi un’altra interessantissima ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza che mette in rilievo che la maggior parte delle violenze domestiche agite ai danni dei figli sono compiute dalla madre più che dal padre.

Senza considerare poi le donne che arrivano ad uccidere i propri figli.

Questo mio breve articolo vuole solo offrire uno spazio di riflessione diverso e lontano dalle solite letture mediatiche, partendo da dati reali, pur rendendomi conto che per far ciò è necessaria una vera e propria rivoluzione culturale, capace di liberare l’uomo e la donna da vecchi paradigmi e stereotipi e che riesca a leggere il fenomeno in modo puro ed oggettivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...