Omicidio Di Fermo, La Supertestimone Ribalta Tutto: Loro Gli Aggressori

2016-07-07_133016

di Giuseppe Parente per Fascinazione

L’altra versione dei fatti circa la tragica morte del nigeriano Emmanuel ci viene data, dal Quotidiano Nazionale Resto del Carlino edizione di Fermo che con un interessante articolo del collega Fabio Castori che raccoglie la ricostruzione dei fatti di Pisana Bacchetti una donna di Fermo che si trovava in viale Veneto.
Una ricostruzione che ribalta quanto precedentemente scritto anche dai principali quotidiani nazionali.
Di questa altra versione dei fatti, pubblicamente ringrazio un nostro attento lettore fermano  che ci ha inviato tramite e mail questo articolo che volentieri rilanciamo.

“Purtroppo ho assistito alla scena ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale.
A parlare è Pisana Bacchetti una donna di Fermo che per prima ha avvisato la polizia e che ha assistito  alla tragedia consumatasi martedì pomeriggio. Ero presente -aggiunge la donna che ha raccontato quanto accaduto anche agli inquirenti- e voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subito, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano.
Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Lui (Emmanuel ndr) addirittura lo ha colpito con un segnale stradale facendolo cadere a terra e poi ha continuato a picchiarlo.
Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore.
Casualmente sono giunti sul posto gli agenti della polizia municipale, perché nel frattempo, la moglie di Emmanuel aveva fatto una telefonata ed erano arrivati una quindicina di nigeriani pronti ad entrare in azione.
La donna, ancora sconvolta conclude con una considerazione personale : poi diventa facile parlare di razzismo, ma dovevate esserci per capire la furia dell’aggressione ai danni di quel fermano.”

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