Colpo grosso contro il narcotraffico internazionale. Oltre cento arresti e 11 tonnellate di cocaina sequestrate. Quando la cooperazione tra paesi funziona

2016-06-30_130341Una maxi operazione antidroga condotta in sinergia tra la Guardia di Finanza, la polizia nazionale colombiana e la D.E.A. ( Agenzia antidroga americana) ha permesso di sgominare un’organizzazione internazionale di narcotrafficanti, si arrestare trentatre persone e di sequestrare oltre undici tonnellate di cocaina.

Questo il bilancio dell’intera operazione antidroga denominata “Due mari” condotta dai finanzieri della sezione G.O.A. del G.I.C.O. di Catanzaro. Il filone italiano dell’inchiesta, diretta dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha permesso di identificare quindici narcotrafficanti responsabili di aver importato nel territorio nazionale oltre 240 kg di cocaina purissima. Le Fiamme Gialle sono riuscite, altresì, a monitorare le transazioni monetarie finalizzate alla consegna del denaro necessario per finanziare l’acquisto dello stupefacente. In alcune occasioni, in particolare, l’organizzazione indagata si è avvalsa di una struttura parallela dotata di un’apposita batteria di corrieri che prelevavano il denaro dagli acquirenti calabresi per poi farlo giungere ai fornitori d’Oltreoceano.

L’organizzazione aveva quali principali promotori i fratelli Monteleone Franco e Giuseppe Cosimo, punti di riferimento e capisaldi storici del narcotraffico internazionale nella locride. L’operazione italiana, per la specificità dell’organizzazione indagata, ha permesso la nascita della più ampia attività di livello mondiale condotta dalla D.E.A. americana, meglio nota come operazione ” Angry Pirate Due”, svolta contestualmente in diversi paesi del mondo, avendo come denominatore comune i medesimi fornitori e, in alcuni casi, anche gli stessi clienti indagati nell’operazione “Due mari”.

Due in particolare le risultanze investigative emerse alla sezione GOA del Gico di Catanzaro, compendiate in apposite comunicazioni inviate all’autorità giudiziaria di Reggio Calabria, hanno consentito a quest’ultima l’interscambio degli elementi conoscitivi sia con l’autorità giudiziaria sudamericana che con la DEA americana.

2016-06-30_130439In questo ambito, l’attività sinergica tra i finanzieri di Catanzaro e la D.E.A. americana, supportata dalla preziosa collaborazione della C.B.P e della Panama Express Strike Force North (Panex-N) statunitensi, ha consentito una proficua azione di contrasto in varie parti del mondo, tra cui Colombia, Costa Rica, Panama,Messico, Brasile, Lima, Cile, Venezuela, Repubblica Dominicana ed Ecuador. Le conseguenti indagini condotte dalla D.E.A. in sudamerica, hanno portato all’individuazione di sette laboratori clandestini, al sequestro di undici tonnellate circa di cocaina e all’arresto in flagranza di reato di 111 soggetti.

Le investigazioni in Colombia, che hanno permesso di eseguire in quel territorio ventidue provvedimenti di custodia, hanno consentito l’identificazione dei membri chiave dell’esercito di Liberazione Nazionale (ELN), organizzazione terroristica responsabile di reati di estorsione, sequestro di persona e omicidio, oltre al traffico di stupefacenti. Quest’ultima, unitamente alle Farc ( Forze armate rivoluzionarie della Colombia), garantiva la sicurezza del trasporto dello stupefacente dai laboratori ai punti di deposito costieri, laddove passava sotto il controllo dei Los Urabenos Bandas Criminales (BACRIM) che ne garantivano la fuoriuscita in sicurezza dal territorio colombiano.

2016-06-30_130655La cocaina veniva, pertanto, caricata su grandi navi mercantili, su imbarcazioni da pesca, ovvero su barche “Go-Fast”, per essere trasportata verso i paesi di transito, quali il Costa Rica, la Repubblica Dominicana e  Panama, per essere successivamente inviata in Europa e negli Stati Uniti.

L’intera operazione ha permesso di infliggere all’organizzazione criminale rilevanti perdite economiche, sia sotto il profilo dei capitali investiti che, soprattutto, dei mancati guadagni; la droga complessivamente sequestrata, infatti, una volta lavorata ed immessa in commercio avrebbe fruttato circa tre miliardi di euro.

 

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