Catanzaro/ Venne ucciso per vendetta nel 1996 da un boss di una cosca ora collaboratore di giustizia. La verità oggi

2016-06-23_104809La Polizia ha arrestato Domenico Antonio Cannizzaro, 50enne esponente di spicco dell’omonima cosca Cannizzaro-Daponte, per l’omicidio di Gennaro Ventura, avvenuto nel dicembre del 1996.

La vittima svolgeva l’attività di fotografo a Lamezia Terme; attirato in una trappola con
la scusa di un appuntamento di lavoro, venne ucciso da un killer, oggi collaboratore di giustizia, che occultò il cadavere in una vasca sotterranea all’interno di un casolare agricolo abbandonato.

La ricostruzione investigativa della Squadra Mobile di Catanzaro e del Commissariato di Lamezia Terme, sotto la Direzione della Direzione Distrettuale Antimafia, ha permesso di accertare che l’omicidio venne deciso e programmato da Cannizzaro per vendetta in quanto la vittima, che aveva prestato servizio nei Carabinieri alcuni anni prima dell’omicidio, aveva contribuito, nell’ambito dell’espletamento del proprio servizio all’individuazione e alla conseguente condanna di un parente di Cannizzaro responsabile di una rapina avvenuta in Tivoli durante la quale era stato sottratto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.

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