Treviso/Maxi sequestro di droga del valore di circa 70mila euro:due persone in manette

marijuanaMaxi sequestro di droga della squadra mobile della Questura di Treviso. Gli investigatori sono riusciti a scovare il nascondiglio di un carico di 20 chili di marijuana e mezzo chilo di eroina, per un valore complessivo di almeno 70mila euro. La sostanza era all’interno dell’abitazione di un agricoltore di Marcon, N.S., di 42 anni, insospettabile ed incensurato.L’uomo è stato arrestato e si trova ora in carcere a Venezia. La polizia ha sequestrato nella sua azienda anche tre fucili, due da caccia ed uno ad aria compressa, che erano stati denunciati dal padre e che lui deteneva illecitamente in casa. La droga, avvolta nel cellophan, era occultata all’interno di un frigorifero tra salami e altri generi alimentari.
Gli investigatori, coordinati dal capo della squadra mobile di Treviso, Claudio di Paola, sono arrivati al sequestro della sostanza seguendo le tracce di uno spacciatore all’ingrosso di droga, il 34enne albanese E.R. che utilizzava l’azienda dell’italiano come deposito. L’uomo era da tempo seguito dalla squadra narcotici della suadra mobile trevigiana e smerciava, secondo quanto accertato durante le indagini, quantitativi importanti di marijuana nelle zone di Roncade, Casale sul Sile e Mogliano. Lo straniero, anche lui in carcere a Venezia, era molto abile a sfuggire ai controlli della polizia ma a tradirlo è stata la sua passione per l’alta velocità alla guida. Nella notte di domenica, al volante della sua Peugeot 206, il 34enne era uscito di strada mentre percorreva a 130 km/h via della Resistenza, a Quarto d’Altino. La vettura andò a schiantarsi contro un palo della luce e distrusse alcuni cartelli stradali ma l’automobilista rimase illeso. Per aiutarlo a recuperare l’auto intervenne in suo aiuto proprio l’agricoltore di Marcon. Gli agenti, nel frattempo allertati, hanno pedinato i due arrivando a scoprire il nascondiglio della droga. Entrambi devono rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A coordinare l’indagine è stato il pubblico ministero Giorgio Gava della Procura di Venezia. (Fonte veneziatoday.it)

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