Napoli/Dodici arresti tra i “capitoni” del clan Lo Russo. Erano entrati nel business degli ospedali napoletani

2015-06-30_143251La Polizia di Stato di Napoli sta eseguendo 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di esponenti apicali del clan camorristico Lo Russo, detto dei Capitoni, operativo nell’area Nord di Napoli,
amministratori e consulenti della società Kuadraspa con sedi a Napoli, Roma e Genova, specializzata nel settore delle pulizie, e
funzionari pubblici dipendenti dell’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon.

Dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e della Squadra mobile, con il contributo del  Servizio Polizia postale e delle comunicazioni di Roma, sono emersi episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti posti in essere da funzionari dipendenti
dell’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono-Pausilipon i quali, compiendo atti contrari ai propri doveri d’ufficio, favorivano la società Kuadra nelle operazioni relative al bando di gara per la fornitura dei servizi di pulizia.

E’ stato verificato anche il particolare interesse del clan camorristico Lo Russo agli appalti e agli ingenti interessi economici che ruotano all’interno delle principali strutture sanitarie e ospedaliere della città di Napoli, con conseguente pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione. Disposto inoltre il sequestro preventivo del complesso aziendale, delle quote e del patrimonio della società Kuadra.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

L’ordinanza in carcere eseguitanell’ambito dell’inchiesta su infiltrazioni dei clan negli
appalti per la pulizia degli ospedali a Napoli è stata eseguita nei confronti di Giulio De Angioletti, Antonio Festa, Giuseppe Lo Russo, Mario Lo Russo, Vincenzo Lo Russo e Francesco Orru, persone ritenute appartenenti o vicine al clan Lo Russo, attivo
nella periferia settentrionale della città , accusate, tra l’altro di associazione camorristica. In carcere anche l’imprenditore Riccardo Lama per il quale il gip ha escluso l’accusa originaria di concorso esterno e l’aggravante della finalità  mafiosa in relazione a due episodi di corruzione.
Arresti domiciliari per corruzione sono stati disposti nei confronti di Giuseppe Ariello, Pasquale Laudano, Luigi Solitario, consulenti della società  Kuadra spa, il direttore
tecnico dell’Azienda ospedaliera Santobono, Salvatore Quagliariello, Gaetano Russo, funzionario amministrativo dell’azienda ospedaliera.
Secondo quanto riferito in una nota dal procuratore aggiunto della Repubblica, Filippo Beatrice, i Lo Russo, tramite esponenti apicali dell’organizzazione, controllavano di fatto la società  Kuadra, che risultava co-gestita dai membri dell’organizzazione e dagli imprenditori, amministratori della società . “Tale connubio – è scritto – consentiva alla società Kuadra spa, anche grazie alla forza di intimidazione del clan, di condizionare il mercato del lavoro e la gestione dei lavoratori, molti dei quali familiari del clan Lo Russo o
persone da questi imposte. Diversi familiari dei Lo Russo, assunti dalla società , non prestavano alcuna attività lavorativa, percependo regolarmente gli stipendi con conseguente versamento nelle casse del clan camorristico di ingenti somme di
denaro.

Al riguardo, come anche confermato dai collaboratori di giustizia, gli importi versati al clan dalla società  e dai suoi amministratori ammonterebbero a circa 40 mila euro al mese.
Secondo Beatrice, “grazie alla consapevole combinazione di interesse con i camorristi, i vertici imprenditoriali della società  erano in grado di controllare le attività  economico
imprenditoriali nel capoluogo campano nello specifico settore dei servizi di pulizie e di acquisire appalti nelle pubbliche amministrazioni, in particolare in Aziende ospedaliere di
rilievo nazionale, potendo contare anche su funzionari corrotti in grado di sponsorizzare o favorire l’affidamento dell’appalto”.

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