L’eroina torna nel podio delle droghe più vendute. Allarme giovani

2016-06-10_150231E’ l’eroina il secondo mercato Ue della droga. Un mercato da 6,8 miliardi che continua a mietere vittime in tutta Europa. L’ultimo caso che ha fatto discutere, in Italia, la
tragica morte per overdose di una ragazzina appena 16enne, nell’ex ospedale Forlanini di Roma.

Secondo le stime dell’Ue Drug Markets Report 2016, realizzato dall’Europol e dallo European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, gli europei spendono almeno 24 mld di euro l’anno per gli stupefacenti, più del fatturato di una grande compagnia telefonica.

A fare la parte del leone sul mercato sono sempre hashish e marijuana. La cannabis e i suoi derivati restano la droga più utilizzata nel Vecchio Continente, con un mercato al dettaglio che ha un giro d’affari stimato di 9,3 mld di euro l’anno e circa 22 mln di adulti come consumatori.
Il mercato dell’eroina è il secondo nell’Ue, dopo la cannabis, e vale 6,8 mld; l’eroina è responsabile di una parte significativa dei decessi legati all’uso di stupefacenti e dei relativi costi sociali. Dopo un periodo di declino, spiega il rapporto, “ci sono segnali di
una disponibilità maggiore”, con l’Afghanistan che resta un grande produttore di oppio.

Le modalità di trasporto dell’eroina sono “sempre più flessibili e dinamiche, come dimostra l’aumento di sequestri di grandi quantità di eroina, con indicazioni di uno spostamento al trasporto nei container via mare”. Stanno anche emergendo nuove rotte,
attraverso l’Africa, il Caucaso, la Siria e l’Iraq. Ciò nonostante, “la rotta dei Balcani rimane un corridoio chiave per l’ingresso dell’eroina nell’Ue”. Ci sono anche, sottolinea il rapporto, “segnali di diversificazione nel mercato, con medicinali vendibili dietro
ricetta medica e nuovi oppioidi sintetici che vengono sempre più spesso utilizzati in modo improprio”.

Il terzo mercato è quello della cocaina, lo stimolante illecito più utilizzato in Europa: la polvere bianca crea un giro d’affari di almeno 5,7 mld di euro l’anno, per lo più concentrato in alcuni Paesi dell’Europa Occidentale e Meridionale, tra cui l’Italia. La coltivazione della coca sembra essere in aumento, dopo aver sofferto un periodo di declino, ma c’è incertezza sulla quantità e sui luoghi della produzione.

La cocaina viene importata in Europa partendo dalla Colombia, dal Venezuela e dal Brasile: i Caraibi e l’Africa Occidentale restano importanti aree di transito, mentre sta emergendoil Centroamerica. L’uso dei container spediti via mare nei porti europei resta un grosso
problema: per nascondere la droga le organizzazioni criminali ricorrono a trucchi sempre più raffinati, come l’incorporazione della cocaina in un materiale vettore, come la plastica ad esempio, dal quale viene poi estratta per via chimica, una volta arrivata in Europa.

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