Avellino/Maltrattamenti in asilo. Arrestato l’insegnante orco ( Video)

2016-05-30_110850La Polizia di Stato di Avellino ha eseguito una misura cautelare personale, che dispone gli  arresti domiciliari a carico di una 58enne, insegnante presso  una scuola materna di Avellino, in quanto  responsabile di reiterate ed abituali condotte gravemente lesive dell’integrità fisica e morale di alcuni bambini, di età compresa tra i tre e i cinque anni,  che frequentavano il secondo anno della scuola materna.

L’indagine, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile avellinese, ha avuto inizio nel novembre 2015 grazie alle denunce dei genitori dei bambini, allarmati da atteggiamenti strani dei figli che, nei casi più gravi, si sono affiancati a lividi sul corpo.

Le denunce, durante il periodo d’indagine, si sono susseguite, corroborate anche da referti medici che attestavano i disagi  psico/fisici dei minori, quali eccessiva sensibilità in casa,  incubi notturni, incontinenza, radicali cambi di umore ed aggressività tra di loro.

Molti bimbi, di età compresa tra i tre ed i quattro anni,  si rifiutavano di andare a scuola, ma alle richieste di spiegazioni dei genitori,  si chiudevano in se stessi pronunciando  sempre la stessa frase “ non lo posso dire”.

Nelle  ipotesi più gravi, i genitori hanno presentato  un referto medico ospedaliero che  attestava lesioni alle nuca di uno dei minori  con ecchimosi al collo ed in regione sovraclaveare dovute presumibilmente ad una pressione con le mani sul collo del bambino; per un’altra piccola vittima invece, il referto parlava di  lesioni lacero contuse al collo.

Grazie alle denunce, la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, ha iniziato una attività di intercettazione ambientale e video che ha consentito di evidenziare la condotta dell’indagata caratterizzata da violenze psicologiche  ma talvolta anche fisiche, ai danni di diversi bambini  che frequentavano la classe dalla stessa diretta.

Durante la giornata scolastica,  infatti, la maestra, adottando un linguaggio intriso di minacce verbali   accompagnate  con un tono di voce alto ed imperioso  e con costrizioni fisiche e psicologiche,  più volte ha abusato dei metodi educativi usando anche violenze fisiche quali schiaffi e strattoni.

Ogniqualvolta i piccoli alunni, tenevano un comportamento scomposto – come i normali capricci tipici dei bimbi così piccoli –  la maestra li rinchiudeva in un’aula buia , da lei stessa denominata la “stanza del telefono” ove venivano lasciati da soli, anche per diverso tempo, malgrado piangessero.

La sua comunicazione verbale era caratterizzata abitualmente da urla veementi, toni aggressivi ed epiteti offensivi. Le sue espressioni tipiche per zittire i piccoli erano  “-ti ammazzo –stai zitta –non voglio sentirti parlare- devi chiudere la  bocca senno  ti faccio il culetto rosso”.

In più di una occasione li percuoteva con violenti schiaffi e tirava loro i capelli. Addirittura inscenava  a volte un gioco consistente nell’agitare la mano chiedendo al bambino : “quanti ne vuoi di questi?”; il bambino doveva indicare un numero e la maestra gli dava tanti schiaffi per il numero indicato dalla vittima.

I minori rimasti coinvolti sono stati circa 10.

La misura richiesta dalla Procura della Repubblica ed  adottata dal G.I.P  del Tribunale di Avellino si è resa necessaria ed urgente considerato il continuo escalation delle vicende che facevano temere per l’incolumità dei minori .

 

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