Napoli/ Arrestato Walter Mallo, il neo boss che citava Castro e Che Guevara

2016-05-05_104239Sono finiti in manette tre giovani camorristi ritenuti parte di uno dei gruppi emergenti che negli ultimi mesi si è distinto a Napoli per scontri armati contro altre fazioni criminali. Questa notte i carabinieri della compagnia di Vomero hanno arrestato Walter Mallo, ritenuto promotore ed elemento al vertice di uno dei più agguerriti gruppi di giovani camorristi in espansione nel capoluogo, e di altri due giovani ritenuti suoi uomini di fiducia. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip su richiesta della Dda partenopea. Nei loro confronti pesano accuse di associazione di tipo mafioso, di detenzione e porto illegale di armi, aggravate dall’aver agito per finalità mafiose. Nella nota diffusa dall’Arma si sottolinea che “il provvedimento, emesso con urgenza, ha permesso di evitare il proseguire dello scontro armato fra gruppi criminali del capoluogo campano”.

“La pazienza e’ saggezza”, scriveva il 16 aprile sul suo profilo Facebook, Walter Mallo, il pregiudicato 27enne arrestato questa notte dai carabinieri, e citava icone della sinistra come Fidel Castro e Che Guevara. Ma la pazienza non sembra la virtu’ da lui piu’ praticata, dato che si e’ fatto la fama di giovane rampante con intenzione di scalare le vette criminali in poco tempo, prima prendendo il controllo del rione Sanita’ al clan Vastarella, poi del rione Don Guanella, eliminando i Lo Russo. E sul social metteva nero su bianco che nella vita fa la “ricotta”, che a Napoli vuol
dire non far nulla, e che oltre ad aver studiato all’universita’ ’Federico II’ attualmente vive a New York.
Fantasie spacciate per realta’.

Come quando scrive il 15 aprile: “Il destino non ha potuto fare altro che abbassarsi ai miei piedi, cio’ che voglio io lo raggiungo”.

Intanto nel suo quartiere, Miano, si spara e si uccide, e lui stesso scampa a un agguato a Capodimonte. Mallo tratteggia il suo profilo in poche righe e
sotto colleziona 32 ’mi piace’: “Vengo dalla vecchia guardia, quella fatta da uomini con valori, la loro umilta’ mi e’ stata trasmessa e la portero’ avanti sempre. Il sangue onorato vincera’”. Il 2 marzo sulla pagina, che non porta il suo nome e cognome, ma un nome composto ’Water EMara’ scrive ancora: “La punizione al disonore non avra’ fine e sara’ sempre l’inizio”;
e poi il 13 febbraio: “Questa e’ la nuova era, le nuove leve con il codice della vecchia guardia”, messaggi che diventano spot per i giovani del clan, che vengono condivisi e commentati. Il boss emergente cita Fidel Castro: “Patria o morte” e Che Guevara: “Hasta la victoria, siempre”. Infine nel
giorno dell’omicidio di Giuseppe Calise, avvenuto a Miano il 4 febbraio, ritenuto un suo uomo, attacca gli “infami di merda” e i “giornalisti falliti”. “Fratello mio, un’anima buona come la tua non meritava questo. Avrai potuto fare tutti gli sbagli che diranno ma sono stati infami e la pagheranno”, la promessa.

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